SABATO 21 DICEMBRE: UN PRESIDIO CONTRO L'UTILIZZO DEL PORTO DI GENOVA PER LE GUERRE IMPERIALISTE



A partire dalle ore 15:30, in largo Eros Lanfranco – dove sorge il palazzo che ospita la Prefettura – si tiene un presidio, indetto dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali, sul problema dell’utilizzo dei porti in appoggio alle guerre che stanno dilaniando il pianeta.
Come si ricorderà, proprio i lavoratori portuali di questa città si erano resi protagonisti – nello scorso mese di maggio – di un gesto eclatante, rifiutandosi di caricare sulla nave Bahri Yanbu delle attrezzature che sarebbero servite al regno saudita per bombardare le popolazioni civili della Repubblica dello Yemen.
Quest’oggi si ritrovano sotto il palazzo del Governo per dire a chiare lettere di non essere «disposti a tollerare che un rifornimento continuo ed essenziale alla guerra, quindi alla morte e miseria per milioni di persone, abbia a Genova una sua tappa».
I convenuti sono un centinaio, anche grazie alla presenza di rappresentanti di Amnesty International ed Emergency, oltre a vari esponenti più o meno conosciuti della variegata “sinistra” cittadina.
Si riconoscono militanti di diverse formazioni: il Partito Comunista, che è l’unico dotato di bandiera, il comitato No Guerra No Nato col suo striscione, Sinistra Anticapitalista, Rifondazione; completano il quadro esponenti dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba e del Circolo Culturale Proletario di Genova.
Il presidio si anima grazie all’esposizione – da parte di quasi tutti i manifestanti – di sagome di bombe con sopra disegnati profili di bambini, ed all’attivazione di un microfono aperto al quale si susseguono numerosi interventi che sottolineano la necessità di continuare questa lotta e di fare controinformaziome rispetto al tema.


Bosio (Al), 22 dicembre 2019

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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